GRECIA SALENTINA La Grecia Salentina (pronuncia grecìa con l'accento sulla i[1]) è un'isola linguistica ellenofona del Salento situata nella Puglia meridionale, in provincia di Lecce, e consistente in nove comuni in cui si parla un dialetto neo-greco noto come grecanico o griko. A partire dal 1990 il termine Grecìa Salentina è stato, però, in parte snaturato dal suo significato originario, diventando l'espressione di un Consorzio di Comuni, patrocinato anche dall'Unione Europea. Ai nove comuni originari si sono infatti recentemente aggiunti altri due non ellenofoni, per riunirsi nell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, comprendente circa 54.000 abitanti. I comuni dell'Unione condividono non solo la cultura e (in parte) la lingua, ma anche una serie di servizi comprensoriali. La sede dell'Unione è Martano, ma recentemente la presidenza è stata spostata a Calimera. Dell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina fanno parte attualmente undici centri:
- Calimera, sede del Consorzio
- Carpignano Salentino
- Castrignano de' Greci
- Corigliano d'Otranto
- Cutrofiano
- Martano, comune più popoloso
- Martignano
- Melpignano
- Soleto
- Sternatia
- Zollino
Di questi solo Carpignano Salentino e Cutrofiano non sono ellenofoni. La penetrazione greca nella penisola salentina si ebbe sia in epoca antica (Magna Grecia), sia con la successiva dominazione bizantina, in particolare con l'emigrazione di molti religiosi nel periodo delle contese sull'iconoclastia nell'VIII secolo e ancora con l'immigrazione massiccia a seguito delle campagne militari dell'imperatore Basilio I, che proseguì anche nei secoli successivi. I numerosi villaggi avevano cultura e lingua greca e praticavano la religione greco-ortodossa. A partire dalla conquista normanna (dall'XI secolo) e ancor più con le successive dominazioni sveva, angioina, aragonese e spagnola, il clero e i monaci cattolici soppiantarono gli ortodossi. Anche la lingua greca fu progressivamente abbandonata e nel Settecento era ancora parlata solo in tredici villaggi. Dopo la seconda guerra mondiale, sia a causa del fenomeno dell'emigrazione, sia per la diffusione dei mezzi radiotelevisivi, il numero dei parlanti è ancora diminuito. A partire dagli anni novanta, prende corpo un processo di cooperazione tra i Comuni di lingua ellenofona menzionati precedentemente, al fine di valorizzare e promuovere la cultura e le tradizioni grike. LA LINGUA La lingua, definita "griko", scritta in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel frattempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze leccesi o comunque neolatine. Fenomeni fonetici molto comuni nel griko sono:
- La caduta del gamma intervocalico, ad esempio il greco moderno φέυγω (fevgho, letteralm. "io parto") diventa "feo".
- La palatalizzazione dei suoni gutturali. Ad esempio la congiunzione Και, equivalente alla congiunzione "e" italiana, diventa "ce" o il pronome εκείνος (quello) diventa "cino" o ancora l'esempio del vocabolo καλοκαίρι (estate) che diventa "Calo ccerò" o l'espressione "ο κύριός μου" (il mio signore, mio padre) diventa "ciùrimmu".
- Il passaggio di grado da suono aspirato a tenue: θάλασσα (letto Thalassa con Th aspirato) diventa "tàlassa"
- L'assibilazione: ad es. la forma neogreca ήθελα (io volevo) diviene "isela".
- Il passaggio da gutturale a labiale: ad esempio ανοιχτός ( letteralm."aperto" da leggersi Anichtòs, con ch aspirato) diventa "niftò"
- Il passaggio da labiale tenue a labiale aspirata: es. πεμπτη (giovedì, da leggersi "pemti") diventa "pèfti".
Il Parlamento Italiano ha riconosciuto la comunità greca del Salento come gruppo etnico distinto e come minoranza linguistica col nome di "Minoranza linguistica grica dell´Etnia Grico-salentina". |